L’amico del cuore, un successo anche a teatro

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Cosa fareste se il vostro migliore amico in punto di morte venisse a chiedervi come ultimo desiderio di andare a letto con vostra moglie? Questa è la domanda che indirettamente Salemme  ci rivolge e che costituisce il “cuore” della pièce.

Inizialmente concepito come atto unico nel ’91 con il titolo “L’ ultimo desiderio”, Salemme rivede e amplia il testo portandolo a 2 atti nel ’95 con il titolo “L’ amico del cuore” per poi trasportarlo al cinema nel ’98 riscuotendo un grande successo di pubblico.

 Roberto Cordova (Mario Porfito), medico gravemente malato di cuore prima di partire per gli Stati Uniti e sottoporsi a un delicatissimo intervento, chiede a Michelino (Biagio Izzo), suo migliore amico di soddisfare il suo ultimo desiderio: andare a letto con la sua bellissima moglie Frida.

Quella che in apparenza potrebbe sembrare una simpatica vicenda di quartiere, in realtà, proprio per la domanda di cui sopra, si rivela essere un’ amara commedia degli equivoci ascrivibile alla migliore tradizione del genere.

Per quanto poi l’ intreccio e la tipizzazione di alcuni personaggi possa avere qualche debito verso Billy Wilder, sta di fatto che la pièce non si sarebbe mai potuta intitolare “A qualcuno piace Frida” proprio perché le sue vertiginose parabole assurgono a mito collettivo di una Svezia progressista e vessillo delle fantasie erotiche nostrane.

Del resto alzi la mano chi non vorrebbe “trasgredire” un simile tabù con la procace quanto brava Yuliya Mayarchuk? Salemme, la cui presenza si avverte anche quando non è in scena, non solo diverte ma induce anche a riflettere su quanto siano fagocitati dall’ egoismo e dall’ ipocrisia i rapporti umani, sbeffeggiando tutte le supponenze progressiste e libertarie.

A guidare un cast d’ eccezione, tra cui un efficace Mario Porfito, il brillante Francesco Procopio alias Padre Leonardo (“uomo o ministro di Dio?”), Antonella Cioli attrice veterana dallo smalto intatto nei panni della fin troppo apprensiva sorella di Michelino,vedova inconsolabile e madre di Geremia (Samuele Sbrighi),un imprevedibile merlo e Luana Pantaleo (la ginecologa), c’è un altro grande idolo delle folle, Biagio Izzo tanto irresistibile nei ruoli da carnefice a cui siamo affezionati, tanto accattivante e credibile in quello della vittima.

Gregorio De Paola

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